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04. leden 2003
Sueddeutsche Zeitung
www.loureed.it
Alexander Gorkow
LOU REED: INTERVISTA DEL SUDDEUTSCHE ZEITUNG
Suddeutsche Zeitung: Più esplicito: trattate con l'orrore di Poe e con "The Raven" è stata una terapia per lei?
LOU REED: Non penso. Forse è una terapia per te. Suddeutsche Zeitung: All'inizio può essere molto confortante trattare con l'oscurità … LOU REED: Non è una terapia per me. Conosci Gottfried Helnwein? Suddeutsche Zeitung: L'artista austriaco? LOU REED: Si, Gottfried Helnwein Suddeutsche Zeitung: Non di persona. Qualche suo lavoro .... LOU REED: Ti piace? Suddeutsche Zeitung: No. LOU REED: Capisco! Suddeutsche Zeitung: Perchè? LOU REED: E' un mio amico. Suddeutsche Zeitung: Davvero? LOU REED:Si. Ha dipinto un ritratto magnifico di Poe. |
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Sueddeutsche Zeitung:
Sta guardando il mio registratore
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LOU REED:
Sto guardando il tuo registratore.
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Suddeutsche Zeitung:
Perchè?
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LOU REED:
Sei un tipo da cassetta. Altri usano i registratori digitali, tu usi le cassette. Sei un tipo da cassetta.
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Suddeutsche Zeitung:
Okay, sono un tipo da cassetta. Signor Reed, è mia convinzione che gli artisti possano predire il futuro meglio degli scienziati, vorrei parlare con lei di cosa ci aspetta per il 2003 …
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LOU REED:
... no ...
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Suddeutsche Zeitung:
... voglio dire, cosa possiamo aspettarci nella politica, nella scienza, nella musica, nell'arte? Possiamo scegliere un campo ...
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LOU REED:
... ascolta, mi interessa parlare solo di musica e del mio nuovo album. Non mi interessa parlare di politica o di cosa porterà il 2003. Ok?
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Suddeutsche Zeitung:
Parliamo del suo nuovo album che uscirà a gennaio. Il significato de "Il Corvo" di Edgar Allan Poe …
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LOU REED:
Non sono un critico. Se vuoi parlare di questo, sono la persona sbagliata. Se cerchi qualche interpretazione …
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Suddeutsche Zeitung:
... forza, ognuno è un critico in qualche modo. Edgar Allan Poe era un critico.
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LOU REED:
Questo è abbastanza triste.
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Suddeutsche Zeitung:
Ha scritto recensioni di libri per il 'Southern Literary Messenger'...
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LOU REED:
... per poco. Non per molto tempo.
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Suddeutsche Zeitung:
Fino a quando l'hanno licenziato per alcolismo.
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LOU REED:
L'hanno fatto?
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Suddeutsche Zeitung:
Si.
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LOU REED:
Non ho mai letto queste recensioni. Tu?
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Suddeutsche Zeitung:
No.
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LOU REED:
Vedi, Edgar Allan Poe il critico non è l'Edgar Allan Poe al quale sono interessato. Tu lo sei?
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Suddeutsche Zeitung:
Senza alcuna relazione al 2003 - non c'è forse una sorta di divertimento nell' orrore?
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LOU REED:
Poe dice che è vero. Il suo racconto "Hop Frog" è divertente ...
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Suddeutsche Zeitung:
... l'ultimo Poe ...
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LOU REED:
... esattamente, è divertente, il re e il giullare, questo tipo di cose … si
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Suddeutsche Zeitung:
Edgar Allan Poe era un autore il cui talento comico era sottostimato? Era forse un autore comico?
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LOU REED:
Lo hai detto te. Io non l'ho mai detto. Ho solo detto che alcune delle cose che ha scritto sono divertenti. Per esempio "H op Frog". E poi tu hai detto che era una autore divertente.
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Suddeutsche Zeitung:
Era una domanda.
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LOU REED:
Non ho detto niente del genere. Forse alcune delle cose che ha scritto erano divertenti, satiriche forse, dipende dal tuo tipo di umorismo. O dal mio.
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Suddeutsche Zeitung:
E' possibile dire che ha visto delle cose ...
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LOU REED:
... senti, devi capire che non sono un esperto di Edgar Allan
Poe. Se vuoi risposte a domande filologiche di Poe, sono la persona sbagliata. Non sono uno studioso di Poe. Non ho neanche letto tutto ciò che ha scritto. |
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Suddeutsche Zeitung:
Beh, uno può dire che c'è qualcosa di Poe al quale lei è interessato? Perché ha messo "the Raven" in musica in maniera molto elaborata.
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LOU REED:
Poe è affasciante. Ha scritto la prima crime-story, ha capito la teoria del big bang, hai capito? Hai letto Poe?
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Suddeutsche Zeitung:
Una cosa o l'altra.
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LOU REED:
Cosa? Quanto?
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Suddeutsche Zeitung:
Mio Dio, "Omicidio a Rue Morgue","La caduta di casa Usher" e qualcos'altro …
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LOU REED:
No, no. Voglio dire, hai letto molto del suo lavoro?
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Suddeutsche Zeitung:
Le ho detto cosa ho letto.
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LOU REED:
Okay, penso di aver letto più di Poe di quanto abbia fatto tu.
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Suddeutsche Zeitung:
Probabilmente sì.
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LOU REED:
Non probabilmente, sono sicuro che è così. E malgrado abbia letto molto più di te, non ho ancora letto abbastanza. E credo anche che nella maggior parte dei casi non è possibile capire Poe, non nel senso comune. Tutti coloro che provano a capirlo fuori dal suo contesto, non lo afferrano. Prova sempre, secondo me, a trovare cosa è veramente maligno e cosa no. Dipende sempre dall'ambiente nel quale sei cresciuto, se trovi qualcosa di maigno nelle cose o meno.
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Suddeutsche Zeitung:
L'ambiente nel quale è cresciuto risenta della sua relazione con la sua cugina tredicenne ….
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LOU REED:
Si, anche se in altre culture non c'è niente di male in questo tipo di relazioni. Poe ci chiede sempre: cosa è il male? E: è veramente male? O forse questa cosa qui è un male anche più profondo? Io sono sempre stato affascinato dalla psicologia del suo lavoro e dal suo linguaggio, non dal male in sé. Cosa deve esserci di affascinante nel male?
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Suddeutsche Zeitung:
Una domanda che si risponde da sola. Starà scherzando.
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LOU REED:
Perchè?
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Suddeutsche Zeitung:
Il male, come sa, può essere veramente affascinante.
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LOU REED:
Ti senti attratto dal male?
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Suddeutsche Zeitung:
Tutti ne sono attratti qualche volta, hm!? Da un uomo d'affari maligno, una donna maligna ...
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LOU REED:
... un presidente maligno.
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Suddeutsche Zeitung:
Esattamente, ma lei non vuole parlare di politica.
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LOU REED:
E' vero.
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Suddeutsche Zeitung:
Okay, rimaniamo alla psicologia: trattare di orrore è una sorta di terapia?
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LOU REED:
Che?
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Suddeutsche Zeitung:
Più esplicito: trattate con l'orrore di Poe e con "The Raven" è stata una Okay, rimaniamo alla psicologia: trattare di orrore è una sorta di terapia?
Lterapia per lei? |
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LOU REED:
Non penso. Forse è una terapia per te.
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Suddeutsche Zeitung:
All'inizio può essere molto confortante trattare con l'oscurità …
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LOU REED:
Non è una terapia per me. Conosci Gottfried Helnwein?
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Suddeutsche Zeitung:
L'artista austriaco?
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LOU REED:
Si, Gottfried Helnwein
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Suddeutsche Zeitung:
Non di persona. Qualche suo lavoro ....
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LOU REED:
Ti piace?
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Suddeutsche Zeitung:
No.
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LOU REED:
Capisco!
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Suddeutsche Zeitung:
Perchè?
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LOU REED:
E' un mio amico.
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Suddeutsche Zeitung:
Davvero?
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LOU REED:
Si. Ha dipinto un ritratto magnifico di Poe.
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Suddeutsche Zeitung:
Bello. Di nuovo: è possibile che ci sia qualcosa di confortante nella poesia oscura di Poe, o nella letteratura di Kafka?
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LOU REED:
Non me ne importa niente a me. Per me è tutto sulla bellezza del linguaggio. Leggi solo la prima frase delle "Metamorfosi" di Kafka, quando Samsa si sveglia per scoprire che è diventato uno scarafaggio. Nessuno di noi due potrebbe scrivere un'apertura migliore in un milione di anni.
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Suddeutsche Zeitung:
Ok, e ...
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LOU REED:
... e un'apertura del genere arriva dritta al cuore, più di qualsiasi stupida analisi su di essa, non so se hai afferrato ....
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Suddeutsche Zeitung:
Pensa che 'The Raven' o 'La Metamorfosi' tratti di paure che la gente cosidetta "normale" deve affrontare malgrado non riescano a farlo o non trovino parole per esse?
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LOU REED:
Non ho ancora scritto un saggio sull'argomento. Ma: non ci sono persone normali, se stai parlando di felicità o cose del genere. Non esiste persona che non abbia anche solo una particella nel cervello che gli causi incubi. A volte anche gli incubi più semplici. I miei incubi non basterebbero per una settimana di intervista alla CNN.
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Suddeutsche Zeitung:
Non la capisco.
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LOU REED:
Scherzavo.
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Suddeutsche Zeitung:
Non la capisco nel senso che non l'ho sentita. C'è molto rumore in questo ristorante.
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LOU REED:
Sentirai lo scherzo quando riascolterai la cassetta. Vivi a New York?
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Suddeutsche Zeitung:
No, Monaco.
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LOU REED:
Perchè Monaco?
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Suddeutsche Zeitung:
Perchè no?
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LOU REED:
Se scrivi per un giornale tedesco importante dovresti vivere a New York o Amburgo. Perchè la mia etichetta discografica mi manda giornalisti da Monaco?
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Suddeutsche Zeitung:
Perchè a Monaco c'è un grande giornale tedesco …
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LOU REED:
Interessante. Come se la passano i tedeschi?
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Suddeutsche Zeitung:
I politici annoiano come mai prima, la disoccupazione è in crescita. I bei tempi sono finiti e quelli che se li sono vissuti sono stati fortunati.
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LOU REED:
Ah è lo stesso laggiù?
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Suddeutsche Zeitung:
Si.
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LOU REED:
Pensavo fosse un problema americano. Voglio dire: qui a NY i conducenti della metropolitana vogliono fare sciopero. E' illegale. Non gli è concesso fare sciopero.
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Suddeutsche Zeitung:
Un problema americano si trasforma in un problema europeo molto velocemente, e la situazione economica nel mondo intero è peggiorata molto dopo l'11 settembre.
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LOU REED:
Già.
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Suddeutsche Zeitung:
Quante volte ha visitato Ground Zero?
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LOU REED:
Ho attraversato le barriere quasi ogni giorno dopo l'accaduto, perchè uno degli studio nei quali registravamo era dietro le barriere. Quell'odore non si dimentica.
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Suddeutsche Zeitung:
E non ci si rende ancora conto che quei due edifici che si potevano vedere da qualsiasi parte della città non esistano più.
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LOU REED:
Non ne voglio parlare più.
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Suddeutsche Zeitung:
Non è paranoia pura che stiamo aspettando una guerra da mesi?
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LOU REED:
Ci sono forse stati tempi non paranoici? La Seconda Guerra Mondiale e i campi di concentramento, non era paranoia? La guerra di Corea? O quella del Vietnam? Che ne dici se esci da questo ristorante e sei schiacciato da un elefante scappato? Voglio dire ... la vita finisce. Un giorno sarà il nostro turno.
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Suddeutsche Zeitung:
C'è una differenza se vengo schiacciato da un elefante per caso, o se la CNN prepara la guerra per mesi.
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LOU REED:
Certo. Ma non impari certo la veritàdalla CNN. La gente lo sa.
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Suddeutsche Zeitung:
Gli artisti che commentano la situazione politica non sono molto in voga oggi. Era diverso quando eri giovane ....
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LOU REED:
... se gli artisti non vogliono commentare la politica, non dovrebbero farlo. Oggi sei sommerso da mezze informazioni dall'una e dall'altra parte politica. Prima che possa commentare qualcosa su qualche rivista, devo sapere quanto tempo e spazio ho per questo.
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Suddeutsche Zeitung:
Una delle poche superstar che chiamano ancora i mali sociali con il proprio nome è Eminem. Ti piace?
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LOU REED:
La questione Eminem. Eminem è diventata una specie di bandiera per un certo atteggiamento. Quindi, non risponderà a questa domanda.
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Suddeutsche Zeitung:
Chiama le cose per nome.
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LOU REED:
Come già detto: neanche una parola su Eminem.
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Suddeutsche Zeitung:
Da dove prendi le tue informazioni politiche?
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LOU REED:
Non dalla CNN. Quando voglio sapere cosa succede parlo con il mio amico Vaclav Havel, per esempio.
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Suddeutsche Zeitung:
Questo genere di contatti sono un privilegio che non condivide con i suoi connazionali.
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LOU REED:
Lo so.
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Suddeutsche Zeitung:
Signor Reed, le piacciono le interviste?
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LOU REED:
Dipende dall'intervistatore. A te do il voto più alto: 10 e lode. (ride)
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Suddeutsche Zeitung:
Grazie per la bugia.
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LOU REED:
(Ride) Potrei mai mentirti?
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Suddeutsche Zeitung:
Sarà un piacere vederla la prossima volta che andrà in tour.
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LOU REED:
Ti farò sapere quando sarà, ok!?
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LOU REED: INTERVISTA DEL SUDDEUTSCHE ZEITUNG, Gennaio 2003
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Alexander Gorkow, Süddeutsche Zeitung, 04. January 2003
Lou Reed über Horror
(Auszug) SZ: Deutlicher: Ist die Beschäftigung mit dem Horror Edgar Allan Poes und die Beschäftigung mit dem Raben „Nimmermehr“ eine Therapie für Sie? Lou Reed: Glaube ich nicht. Vielleicht ist es ja eine Therapie für Sie. SZ: Grundsätzlich kann es ja trostreich sein, sich mit dem Dunklen . . . Lou Reed: . . . das ist keine Therapie für mich. Kennen Sie Gottfried Helnwein? SZ: Den österreichischen Künstler? Lou Reed: Ja, Gottfried Helnwein. SZ: Nicht persönlich. Einige seiner Sachen kenne ich, ja. Lou Reed: Mögen Sie seine Sachen? SZ: Nein. Lou Reed: Aha. SZ: Wieso? Lou Reed: Er ist ein Freund von mir. SZ: Ist er das? Lou Reed: Ja. Er hat ein wunderbares Bild von Poe gemalt... |
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| 04. leden 2003 | Sueddeutsche Zeitung | Alexander Gorkow | |
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